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Spero vi piaccia questo blog visto che è il primo che facciamo e vi auguro di trovare quello che state cercando. Quì vi terremo aggiornati su tutto quello che riguarda il mondo PLAYSTATION 3,XBOX 360 & WII.....

sabato 31 luglio 2010

Army of Two: The 40th Day


Il duo di mercenari d'élite più truzzi dell'universo torna sulla scena videoludica con un volto differente, conscio dei propri errori e pronto a mettersi davvero alla prova. Il quarantesimo giorno sarà l'alba di due nuovi eroi?
Army of Two non verrà certo ricordato come un gran gioco. Inutilmente complesso nei controlli, generico e macchinoso nell'azione ha segnato una delle delusioni in cooperativa più cocenti dell'anno passato. Ma dalla sua ha unamilionata di copie all'attivo che gli ha garantito una seconda possibilità. Ora Army of Two: the 40th Day è pronto a riscattare il concept originario presentandosi al press tour italiano con un volto completamente nuovo, capace di stupire nonostante gli scetticismi iniziali. Matt Turner, producer di EA Montreal, ha ammesso senza mezzi termini che The 40th Day è una sorta di ricostruzione della serie, che riparte da un'attenta analisi delle critiche mosse al capostipite. Army of Two sembra essere finalmente ciò che avrebbe sempre dovuto essere: immediato, adrenalinico, ideale per distruzioni in coppia con un amico, un titolo d'azione a tutto tondo da giocare col sorriso. La spacconaggine dei due protagonisti è sempre presente, ma il feeling è più vicino a Die Hard che non a Bad Boys, più sarcastico e meno modaiolo. L'interazione fra i due personaggi rimane l'ossatura della meccanica di gioco, fondata sulla cooperazione e sull'"aggro-metro", ovvero un indicatore di aggressività che catalizza l'attenzione degli avversari sull'uno o l'altro eroe. In questo modo, mentre un giocatore tiene impegnati i nemici, l'altro può attaccarli di sorpresa sui fianchi o creare diversivi per avere la meglio. In alcune situazioni il lavoro di coppia prevede altre azioni, fra cui scavalcare recinzioni o sollevaresaracinesche aiutandosi a vicenda. La rivoluzione principale sta sicuramente nel sistema di controllo, libero dalle intricate manovre del predecessore e quindi più accessibile. E' ancora un po' complicata la gestione delle coperture, il cui automatismo non sempre è sembrato funzionale giocando ai primi due livelli, ma c'è ragione di credere che non sia un ostacolo invalicabile.
La demo in prova porta il nuovo set in una Shangai sull'orlo di una crisi politica, che EA Montreal non si è risparmiata di gettare nel caos con tanto di grattacieli cadenti avvolti nelle fiamme. Sullo scenario semi-apocalittico i due mercenari vengono assoldati per compiere l'ennesimo lavoretto più semplice di quanto sembri, accompagnati da ogni genere di artiglieria. Di tanto in tanto la linearità dell'avventura è spezzata da missioni secondarie e da bivi che permettono di esplorare più a fondo la vicenda o i personaggi coinvolti, rivelando i dettagli con simpatiche scene a fumetti. E'interessante anche l'approccio alle diverse situazioni di gioco: in alcuni casi durante le irruzioni si possono prendere in ostaggio i capi avversari per ridurre all'obbedienza gli altri scagnozzi. A differenza di Gears of War 2, l'ostaggio non rimarrà succube per un tempo illimitato ma tenterà di liberarsi dimenandosi a destra e a manca. Il titolo di EA Montreal si fregia di una realizzazione tecnica più che buona, che associa a un buon livello di dettaglio con la frenesia d'azione e tanto movimento di fondo che incrementa la sensazione di non combattere in ambienti sterili, grazie anche alladistruggibilità piuttosto spinta con gli stessi. Dopo aver giocato i due primi livelli, Army of Two: the 40th Day ha lasciato impressioni più che positive in termini di giocabilità e puro divertimento , tanto da avere difficoltà a staccarsi dal pad. Considerati il lancio a metà gennaio 2010 e la demo prevista per giovedì 17, non sarà una lunga attesa per verificare l'attendibilità delle prime impressioni.

La valutazione finale è di 8.4






Ecco il trailer in italiano.......

giovedì 29 luglio 2010

Heavy Rain

Ethan Mars è un architetto di successo, ha una casa bellissima, una moglie affascinante e due figli maschi di circa dieci anni ben educati e allegri, Jason Shaun. A causa di uno sfortunato incidente, Jason muore e la vita per Ethan cambia drasticamente. Divorziato, va a vivere da solo in una casa fatiscente in periferia ed è costretto a spartirsi il piccolo Shaun con la moglie e a fare frequenti e costose visite allo psicanalista. Un giorno, durante una passeggiata con Shaun, Ethan ha un malore improvviso e si ritrova tutto solo in mezzo alla strada e senza suo figlio. Il piccolo è stato rapito dal killer dell'Origami e toccherà a Ethan salvarlo superando diverse prove che lo condurranno a scelte difficilissime. Voi cosa sareste disposti a sacrificare per salvare vostro figlio?
Heavy Rain era sicuramente uno dei “giochi” più attesi dell’ultimo periodo, e questo è risaputo. È risaputo anche che David Cage, il boss di Quantic Dream, aveva intenzione di proporre qualcosa di diverso dai classici titoli (e qui la spiegazione del virgolettato iniziale). Cage voleva offrire qualcosa che fosse a metà strada tra il videogioco e il cinema, si potrebbe definire una sorta di narrazione interattiva, ma la verità è che non è sempre il caso di sperimentare, specie quando poi di interazione non c’è molto se non una semplice pressione di tasti in sequenza in un prodotto che punta tutto sulla trama piuttosto che sulla componente ludica.
Heavy Rain, insomma, fa di tutto per far proseguire l’utente lungo una serie di scelte che alla fine conducano ad una stessa situazione, solo con sfumature differenti. Non esiste una vera e propria libertà di scelta, il gioco ci pone sempre dinanzi ad una decisione limitata tra situazione A, B o C, i cui esiti rientrano sempre all’interno di un percorso pilotato e poco libero, per non dire dell’esplorazione o di inventari et similia, assolutamente inesistenti. A mio parere è un gioco che ti fa sentire come se tu fossi dentro nel gioco e stessi vivendo la storia in quel preciso momento.
A voi il trailer in italiano.......












sabato 24 luglio 2010

Little Big Planet 2






Alla conferenza Sony dell’E3 2010 ha fatto la sua ricomparsa anche Little Big Planet 2, il seguito del primo Little Big Planet, uno dei giochi di lancio della PlayStation 3, che ha avuto un successo maggiore delle aspettativa dei ragazzi di Media Molecule. Mentre nel primo capitolo era possibile creare i propri livelli di gioco personalizzati, LBP2 sarà una vera e propria piattaforma per creare svariati tipi di giochi. Si potranno infatti progettare sparatutto, giochi di guida ecc......


Ma la notizia più bella e più importante è sicuramente quella che riguarda la data di uscita di Little Big Planet 2, che sembra essere stata confermata da molte indiscrezioni. Secondo gli ultimi rumors LBP2 arriverà nei negozi il prossimo novembre 2010, anche se non si ha ancora una data precisa, e chiaramente sarà un’esclusiva su PS3.Le Playlists saranno un'altra parte importante del gioco e permetteranno di aggiungere nuovi contenuti alla propria collezione personale e visualizzare i livelli tramite filmati presi direttamente da Internet. Sono previste anche applicazioni per telefonini e Smart Phone e un rinnovato supporto al gioco tramite il sito ufficiale. Nel nuovo sito ogni utente avrà la propria pagina personale, proprio come in un Social Network, nella quale verranno registrate le sue attività riguardanti il gioco. Sarà ovviamente possibile cercare nell'enorme database dei livelli disponibili come in precedenza, ma in modo decisamente più veloce e immediato. Dando un'occhiata superficiale a LittleBigPlanet 2 si potrebbe avere l'impressione che nulla sia cambiato a parte qualche nuovo sfondo per i livelli e alcuni contenuti. Lo stile grafico è lo stesso, identico e inimitabile, con qualche miglioria nelle fonti di luce e nella qualità delle texture. Anche l'accesso al gioco sembra lo stesso e l'interfaccia ricalca quella della piccola astronave di cartone del primo capitolo, dalla quale si ha accesso ai vari livelli.Potrete addirittura aggiungere nuovi livelli alla vostra playlist tramite Codici QR, che poi sarebbero quegli strani quadrati simili a un incrocio tra codice a barre e delle macchie di Rorschach fatte di pixel, che a volte si trovano sui prodotti più comuni. A questo proposito, come dicevamo poco fa, ogni livello del primo LBP sarà accessibile anche in questo sequel, con un leggero lifting grafico. Ovviamente andando maggiormente in profondità, si capisce che LittleBigPlanet 2 è un gioco decisamente superiore al predecessore. Basta provare una prima volta uno dei nuovi tool per accorgersene: il rampino a disposizione del nostro Sackboy è ben più di un semplice accessorio. Ecco il trailer in italiano......